5. Barbara De Vivi, Il passaggio, 2017, olio su tela, 125X155 cm. Courtesy del collezionista.
10. Francesca Salvati – Reimparare a guardare un quadro

Mentre ci aggiriamo per musei e gallerie, tra video, installazioni, oggetti disparati, può capitare di imbattersi in una tela. E probabilmente, tra tutto ciò che abbiamo visto, è proprio quest’ultima ad essere interrogata con maggior sospetto. È lei che suscita in noi una certa sensazione di familiarità ritrovata eppure inattesa. I pittori sono, tra gli artisti, quelli a cui chiediamo ancora giustificazioni. Certo è che ogni quadro nato nel XXI secolo rischi l’anatema del recupero archeologico. Rielaborando anni di letture, abbiamo imparato che, dopo l’attraversamento della tela, ogni ritorno ad essa rappresenta, in un certo senso, un revival.
Di fronte a Il passaggio, ci ricordiamo che la bellezza non ha nulla a che fare con quanto fin qui pensato. Ricordiamo che esiste un tempo presente, e che è in grado di confondere le carte in tavola. Il mondo creato da Barbara De Vivi si prende gioco di simili limitazioni. La sua tela è una grande memoria che si assesta strato dopo strato. Emergono qua e là delle tracce, vi si depositano delle impronte. Tra gli addensamenti di colore, affiorano talvolta dei ricordi, più o meno chiari. Sono loro a guidare il nostro occhio e la nostra mente. Nell’atto della metamorfosi, prendono corpo immagini a noi familiari. Ognuna porta con sé una storia; ci sembra di ricordarla. Pensiamo di poterla ricostruire, saltando da una forma all’altra, ma il nostro filo viene spezzato. E quando crediamo di aver trovato la soluzione, la via del passaggio, celato a tutti, veniamo respinti in un limbo di incertezze. Le possibilità si moltiplicano. Come nei nostri ricordi, i tempi, i racconti, convivono e si alimentano a vicenda creando, talvolta, inedite formulazioni. Eppure, in questa grande memoria in divenire, non c’è posto per il caos. Le forme, nel loro moto continuo, si organizzano con ponderatezza. Al massimo grado di definizione raggiunta si contrappone una materia ancora non delineata, innestando un movimento circolare di creazione continua.


The Way Things Look è il titolo della collettiva a cui prende parte Il passaggio. Il tentativo è quello di indagare un territorio di confine, la piega che si crea tra ciò che è e ciò che sembra essere, la sua apparenza. La tela di Barbara De Vivi, inserendosi in questa ricerca, aggiunge forza all’ indagine senza voler fornire una risposta univoca. Piuttosto, Il passaggio espande il campo delle domande, vivificando la nostra riflessione. In fin dei conti, qual è la differenza tra ciò che una cosa è e il modo in cui essa ci appare? L’ apparenza è in grado di divenire essenza.
A guardare bene l’opera, ci rendiamo conto che la nostra esperienza estetica non ha realmente bisogno di una conoscenza certa. Forse, piuttosto, è proprio in tale dimensione aperta, in attesa di “significare”, che risiede ciò che rende una tela, tra video, installazioni, oggetti disparati, un’opera sempre in grado di fornire un’esperienza esemplare. E questo può bastare.

Courtesy Galleria Marcolini – Pagina Artista